La gastrostomia endoscopica percutanea (PEG) è una procedura che crea una fistola tra la parete dello stomaco e la cute, inserendo un tubicino di 5-7 mm che consente l’assunzione di cibi e liquidi direttamente nello stomaco. È indicata per chi necessita di nutrizione enterale a lungo termine, perché riduce i tempi di alimentazione, diminuisce la tosse durante i pasti e migliora la gestione della malnutrizione. La PEG può essere rimossa e rappresenta un ausilio alla riabilitazione della deglutizione, non una condanna definitiva a un’alimentazione artificiale.
Quando iniziare l’alimentazione
Dopo il posizionamento della PEG si rimane digiuni per circa 24 ore, lasciando il sondino aperto a caduta. Trascorso un giorno si iniziano liquidi chiari in piccole dosi divise in più pasti, mentre dopo 48 ore si passa alle formule nutrizionali, aumentando gradualmente le quantità fino a raggiungere il fabbisogno calorico entro tre giorni. Dopo l’iniziale periodo di assestamento la nutrizione può essere eseguita anche a casa.
Modalità di somministrazione della nutrizione
Esistono diverse modalità per somministrare la miscela nutrizionale tramite PEG:
- Bolo tramite siringa: metodo rapido ma può causare distensione addominale, risalita e rigurgito della miscela e diarrea.
- Somministrazione intermittente: il volume prescritto è suddiviso in porzioni nell’arco della giornata, sempre con siringa; è meglio tollerata ma richiede maggiore impegno da parte del caregiver.
- Infusione intermittente con pompa peristaltica: consente di infondere un flacone alla velocità prescritta (ad es. 500 ml a 60 ml/h); è utile di notte perché libera il paziente nelle ore diurne.
- Infusione continua 24 ore su 24: indicata per pazienti non autonomi, allettati o clinicamente fragili perché garantisce la massima tollerabilità.
Prima e dopo ogni somministrazione è consigliato controllare il ristagno gastrico aspirando il contenuto residuo. Se il volume è elevato o presenta sangue bisogna avvisare l’équipe sanitaria. Dopo ogni pasto bisogna verificare la pervietà della sonda e lavarla con acqua tiepida usando la tecnica “start & stop” (iniettare piccoli volumi di circa 10 ml, fermarsi e riprendere). È inoltre importante mantenere il paziente in posizione semiseduta durante l’infusione e per almeno un’ora dopo.
Somministrazione dei farmaci
Anche i farmaci possono essere somministrati via PEG con alcune precauzioni. Bisogna sospendere momentaneamente l’infusione della miscela, prediligere forme liquide o solubili e, se si usano compresse, triturarle e scioglierle in almeno 15 ml di acqua. I medicinali vanno somministrati uno alla volta, irrigando la sonda tra un farmaco e l’altro e al termine.
Cura della stomia e del dispositivo
Nelle prime settimane il sito va trattato come una ferita chirurgica: pulire con movimenti a spirale dall’interno verso l’esterno usando soluzione fisiologica o acqua, asciugare bene, disinfettare con soluzione iodata non alcolica e inserire tra la cute e la flangia una garza grassa e una garza a coda di rondine per i primi tre giorni. Dopo circa un mese la cicatrice si consolida: la cura di mantenimento prevede semplicemente acqua e sapone, asciugatura accurata e, solo su indicazione medica, l’uso di garze impregnate (meglio lasciare la pelle libera). È indispensabile ruotare la sonda quotidianamente per evitare ulcerazioni e controllare eventuali arrossamenti o irritazioni. La flangia esterna deve mantenere la stessa distanza indicata sulla sonda; se risulta troppo sollevata o abbassata occorre riposizionarla delicatamente e in caso di dubbi consultare gli operatori.
Gestione delle complicanze
Tra le complicanze più frequenti vi sono:
- Ostruzione della sonda: spesso dovuta a lavaggi insufficienti; prevenire lavando con acqua prima e dopo ogni uso. Se la sonda si occlude, si può provare a lavarla con acqua gassata o con piccole quantità di bicarbonato o bevande gassate (es. Coca‑Cola) usando una siringa da 5 ml.
- Rottura o dislocazione del dispositivo: avere sempre a disposizione un raccordo o una sonda di ricambio; non rimuovere la sonda per evitare la chiusura dello stoma.
- Allargamento dello stoma e arrossamento cutaneo: detergere la cute, mantenerla asciutta e proteggere con pomate all’ossido di zinco; se fuoriesce succo gastrico o c’e secrezione purulenta, disinfettare e applicare una pomata antibiotica o consultare il medico.
- Granuloma peristomale: è una formazione di tessuto di colore rosso (“a fragola”) che può sanguinare; occorre ridurre i movimenti della sonda e trattare con nitrato d’argento secondo prescrizione.
- Complicanze gastrointestinali: dolore addominale, diarrea o vomito possono essere legati alla velocità e al volume dell’infusione o alla temperatura della miscela. In caso di sintomi, ridurre la velocità, sospendere temporaneamente l’infusione o sostituire il preparato nutrizionale, mantenere il paziente in posizione corretta e avvisare il medico.
Consigli per la vita quotidiana
Una volta stabilizzata la cicatrice, le persone con PEG (compresi i bambini) possono svolgere molte attività quotidiane: bagni e docce, nuoto, gioco, attività fisica e frequenza a scuola. La cura del cavo orale rimane importante: lavare i denti, spazzolare la lingua e le guance e mantenere le labbra idratate, perché la masticazione naturale viene meno. Se la deglutizione è ancora possibile, è utile somministrare piccole quantità di cibo per via orale per stimolare gli enzimi digestivi e mantenere la sensazione del gusto.
Conclusioni
La gestione domiciliare della PEG richiede educazione e attenzione da parte di caregiver e pazienti. Un’adeguata pulizia del sito, la corretta somministrazione della nutrizione e dei farmaci, il controllo del dispositivo e la prevenzione delle complicanze garantiscono una migliore qualità di vita e riducono i rischi. In presenza di problemi o dubbi, è fondamentale contattare il team sanitario di riferimento.
Disclaimer
Le informazioni fornite in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico o dell’infermiere. Per la gestione della PEG è sempre necessario seguire le indicazioni dei professionisti sanitari e delle linee guida ufficiali. In caso di segni di infezione, complicanze o dubbi, rivolgersi tempestivamente al proprio medico.